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Deduzioni per autisti NCC, rider e chi usa l'auto per lavoro in Italia
Auto al 20%, tetto di costo, carburante tracciabile, IVA al 40% e la realtà del forfettario: cosa deduce davvero chi guida per lavoro.
Prima cosa da chiarire, perché quasi tutte le guide in circolazione sono traduzioni di articoli americani: in Italia queste app non lavorano con automobilisti privati. Uber opera con autisti NCC, come per il servizio Uber Black, e anche con tassisti, attraverso la partnership con il network itTaxi rinnovata nel febbraio 2026 (ANSA, 10 febbraio 2026). La pagina dei requisiti per guidare di Uber Italia lo conferma: agli autisti partner chiede il Certificato di Abilitazione Professionale e l'iscrizione al Ruolo, ai tassisti la licenza taxi. In un caso o nell'altro serve un titolo abilitativo.
Quanto a Lyft, non esiste un servizio di rideshare a marchio Lyft in Italia. Lyft è però presente in modo indiretto: nel luglio 2025 ha acquisito FreeNow (FreeNow, pagina About us), che in Italia funziona come app di chiamata taxi.
Quindi chi guida per lavoro in Italia è, realisticamente, una di queste tre figure: un autista NCC, un rider o corriere delle consegne che lavora per piattaforme come Glovo, Deliveroo o Just Eat, oppure una partita IVA qualsiasi che usa l'auto per andare dai clienti. Le regole fiscali sull'auto sono le stesse per tutti e tre, e sono meno generose di quanto si creda.
Non è consulenza fiscale: verifica con il tuo commercialista.
In sintesi
La domanda giusta viene prima dell'elenco delle spese: in che regime sei?
Se sei in regime forfettario, le spese non si deducono. Nessuna. Il reddito imponibile si ottiene applicando ai compensi il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO, e l'unica deduzione ammessa sono i contributi previdenziali obbligatori versati (Agenzia delle Entrate, 2026). Carburante, pedaggi, revisione, telefono: li paghi, ma non abbattono l'imponibile.
Se sei in regime ordinario o semplificato, allora sì, e le regole sull'auto sono quelle dell'art. 164 TUIR: un'autovettura a uso promiscuo è deducibile al 20%, entro un tetto di costo fiscalmente rilevante, e per gli esercenti arti e professioni il limite è un solo veicolo.
L'auto: il 20% e il tetto di costo
L'art. 164 TUIR (DPR 917/1986) fissa il regime dei mezzi di trasporto a motore:
- 100% deducibile per i veicoli destinati a essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa e per i veicoli adibiti a uso pubblico. È la casella in cui la prassi colloca il mezzo di chi fa trasporto persone come attività, quindi tipicamente l'autista NCC o il tassista. La norma però non nomina né "taxi" né "NCC": è un inquadramento da far confermare al commercialista sulla tua posizione concreta.
- 20% deducibile per le autovetture a uso promiscuo, cioè usate sia per l'attività sia privatamente. È il caso della stragrande maggioranza delle partite IVA.
- 80% deducibile per i veicoli usati da chi esercita attività di agenzia o rappresentanza di commercio.
Sopra il 20% c'è anche un secondo limite: il costo dell'auto rileva solo fino a un tetto. Il testo dell'art. 164 lo esprime in 35 milioni di lire per le autovetture, importo comunemente indicato in pratica come 18.075,99 euro, mentre per agenti e rappresentanti di commercio la norma indica espressamente 25.822,84 euro. Tradotto: su un'auto da 40.000 euro, la parte di costo che entra nel calcolo si ferma molto prima.
Carburante: senza carta, niente deduzione
Il comma 1-bis dell'art. 164 TUIR è netto: le spese per carburante per autotrazione sono deducibili solo se effettuate esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti a obbligo di comunicazione. Pagare il pieno in contanti, anche con ricevuta, non basta.
IVA sull'auto
Ai fini IVA vale l'art. 19-bis1 del DPR 633/1972: la detrazione è limitata al 40% per i veicoli stradali a motore non utilizzati esclusivamente nell'esercizio dell'impresa, arte o professione. La limitazione non si applica ai veicoli che formano oggetto dell'attività propria dell'impresa, e non si applica ad agenti e rappresentanti di commercio (Agenzia delle Entrate, testo del DPR 633/1972).
Nel forfettario il discorso non si pone: non addebiti IVA in rivalsa e non detrai l'IVA sugli acquisti.
Le tabelle ACI, che non sono una deduzione
Le tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio elaborate dall'ACI servono a quantificare rimborsi chilometrici e il valore del fringe benefit dell'auto aziendale, ai sensi dell'art. 51 comma 4 lett. a) TUIR. Le tabelle valide per il 2026 sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2025, supplemento ordinario n. 40.
Non sono un'alternativa alla deduzione al 20% per l'auto che possiedi tu: servono quando qualcuno ti rimborsa i chilometri, oppure per il calcolo del benefit su un veicolo concesso a un dipendente. L'importo per chilometro dipende da modello e alimentazione: prendi il valore dalle tabelle in vigore, non da una guida.
Cosa può dedurre chi è in regime ordinario
| Voce | Come funziona |
|---|---|
| Auto a uso promiscuo | 20% del costo, entro il tetto, un solo veicolo per i professionisti |
| Auto strumentale o adibita a uso pubblico | Deducibilità piena, inquadramento da verificare |
| Carburante | Solo con pagamento tracciato (art. 164 comma 1-bis TUIR) |
| Pedaggi e parcheggi | Seguono il regime del veicolo cui si riferiscono |
| Manutenzione, assicurazione, bollo | Stessa percentuale del veicolo |
| Telefono e traffico dati | Quota riferibile all'attività |
| Attrezzatura sotto 516,40 euro | Deducibile per intero nell'anno per arti e professioni (art. 54-quinquies TUIR); per le imprese la soglia è 516,46 euro (art. 102 c. 5 TUIR) |
| Contributi INPS | Deducibili, anche nel forfettario |
Rider e corrieri: attenzione all'inquadramento
Per chi consegna, la voce che pesa non è l'auto: è il mezzo, il telefono, la manutenzione della bici o dello scooter, e soprattutto l'inquadramento. I rider che lavorano tramite piattaforme digitali hanno una disciplina dedicata, introdotta nel 2019 nel D.Lgs. 81/2015, che ha esteso coperture assicurative e previdenziali.
Quella disciplina però si sta muovendo proprio adesso, quindi non dare per buona nessuna guida vecchia. L'art. 15 del decreto-legge 30 aprile 2026 n. 62, intitolato "Rafforzamento di tutela per i rider delle piattaforme digitali", ha modificato l'art. 47-bis del D.Lgs. 81/2015. In parallelo la direttiva (UE) 2024/2831 sul lavoro mediante piattaforme digitali va recepita dagli Stati membri entro il 2 dicembre 2026 (art. 29 della direttiva). Il recepimento italiano è in corso: il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione il 23 luglio 2026 (Ministero del Lavoro, lavoro.gov.it). Finché il quadro non si assesta, controlla lo stato aggiornato su lavoro.gov.it prima di impostare la tua posizione.
Sul fronte contributivo, se lavori con partita IVA senza cassa l'iscrizione è alla Gestione Separata INPS, la cui aliquota 2026 per i professionisti privi di altra tutela obbligatoria è 26,07%, con minimale 18.808 euro e massimale 122.295 euro (INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026).
Se invece lavori in modo davvero occasionale, la soglia è fissata per legge: chi svolge attività di lavoro autonomo occasionale si iscrive alla Gestione Separata solo se il reddito annuo derivante da queste attività supera 5.000 euro (art. 44 comma 2 del DL 269/2003). Sotto quella cifra non scatta l'obbligo contributivo, il che non significa che il compenso non vada dichiarato.
Il registro che serve comunque
Anche in forfettario, dove le spese non riducono l'imponibile, sapere quanto ti costa un chilometro è l'unico modo per sapere se il compenso a corsa o a consegna ti conviene. Registra chilometri, carburante, manutenzione, telefono e compensi per piattaforma, e confronta il netto.
Rideshare Driver Tax & Mileage Tracker di sheetfolk costa $11 una tantum, con un avvertimento. È costruito su base statunitense e la sua scheda Tax Set-Aside calcola l'imponibile come incassi meno spese deducibili meno deduzione chilometrica, che è la regola americana. Porta a 0 la cella della tariffa chilometrica, e se sei in forfettario ignora il valore "Taxable Profit": la percentuale va applicata a compensi per coefficiente, meno i contributi versati. In regime ordinario la parte spese è più vicina, ma la riga chilometrica va comunque azzerata. Per il resto gira in Google Sheets ed Excel e il formato valuta si porta a euro con Formato, Numero, Valuta in Google Sheets, dopo aver caricato il file .xlsx su Drive e scelto Crea una copia. SpendCull può aiutarti a individuare abbonamenti ricorrenti da tagliare.
Domande frequenti
Se sono in forfettario posso dedurre il carburante? No. Nel forfettario il coefficiente di redditività sostituisce la deduzione analitica dei costi. Restano deducibili solo i contributi previdenziali obbligatori versati.
Posso guidare per Uber con la mia auto privata? No. In Italia sull'app ci sono autisti NCC e tassisti, e in entrambi i casi serve un titolo abilitativo. Non è una questione fiscale ma autorizzativa, e viene prima di qualunque discorso su deduzioni.
Posso usare le tabelle ACI per dedurre i miei chilometri? Le tabelle servono per i rimborsi chilometrici e per il fringe benefit, non come metodo alternativo per dedurre l'auto di cui sei proprietario. Fai verificare il caso specifico.
Il tetto di 18.075,99 euro è aggiornato? È l'importo comunemente indicato come corrispondente ai 35 milioni di lire citati dall'art. 164 TUIR. Prima di usarlo in un calcolo, fallo confermare sul testo in vigore.
Conclusione
La differenza tra il sistema americano e quello italiano non è il livello delle aliquote, è che qui la deduzione dell'auto è tagliata al 20% con un tetto, e nel forfettario semplicemente non esiste. Sapere in che regime sei vale più di qualsiasi elenco di spese.
Non è consulenza fiscale: verifica con il tuo commercialista. Percentuali, tetti, aliquote e tabelle cambiano. Conferma i valori in vigore su agenziaentrate.gov.it, inps.it e aci.it.