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Acconti e saldo: quanto accantonare ogni mese con un foglio Google
In Italia non esistono le rate trimestrali: si paga il 30 giugno e il 30 novembre. Come calcolare l'accantonamento mensile.
Se hai letto guide americane sulle rate trimestrali e ti stai chiedendo quando cadono in Italia, la risposta è che non cadono: il sistema italiano non prevede quattro rate trimestrali. Prevede un saldo e due acconti, concentrati in due date. Il che è peggio, non meglio, perché ti arrivano addosso tutti insieme.
Non è consulenza fiscale: verifica con il tuo commercialista.
In sintesi
Per le persone fisiche titolari di partita IVA, il saldo dell'anno precedente e il primo acconto si versano entro il 30 giugno, oppure entro i 30 giorni successivi con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Il secondo acconto scade il 30 novembre (Agenzia delle Entrate, scadenzario 2026).
Se l'acconto è pari o superiore a 257,52 euro si paga in due rate: 40% a giugno insieme al saldo e 60% a novembre. Sotto quella soglia si versa in un'unica rata a novembre (Agenzia delle Entrate, 2026).
Un foglio serve a una cosa sola: trasformare due scadenze annuali in dodici accantonamenti mensili, così a giugno il denaro c'è già.
Il calendario reale
| Data | Cosa si versa | Nota |
|---|---|---|
| 30 giugno 2026 | Saldo 2025 e primo acconto 2026 (40%) | Termine ordinario |
| 20 luglio 2026 | Stessi importi, "senza alcuna maggiorazione" | Proroga annuale, riguarda i soggetti ISA e i forfettari |
| 30 luglio 2026 | Stessi importi con maggiorazione dello 0,40% | Differimento di 30 giorni dal 30 giugno |
| 20 agosto 2026 | Stessi importi per chi si è avvalso della proroga di luglio, con maggiorazione dello 0,80% | Vedi la nota qui sotto |
| 30 novembre 2026 | Secondo acconto 2026 (60%) o unica rata | Nessuna maggiorazione prevista |
Tutte le date e le formulazioni vengono dallo scadenzario dell'Agenzia delle Entrate per il 2026. Una precisazione sul 20 agosto, perché è il punto su cui le guide si contraddicono: lo scadenzario, nella categoria "Lavoratori autonomi, professionisti titolari di partita Iva", indica una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo per il versamento in unica soluzione o come prima rata. Lo 0,40% che si legge spesso compare sulla stessa pagina ma in un'altra categoria di contribuenti e per un altro meccanismo. Se hai una partita IVA, il riferimento è lo 0,80%, e vale comunque la pena farlo confermare prima di versare.
Le date si spostano quando cadono di sabato o domenica. Nel 2026 il 30 novembre è un lunedì. Controlla comunque lo scadenzario ogni anno: la proroga di luglio è disposta da un provvedimento annuale e non è un termine fisso.
Come si calcola l'acconto
Ci sono due strade. Con il metodo storico l'acconto si commisura all'imposta dell'anno precedente. Con il metodo previsionale si stima l'imposta dell'anno in corso e si versa in base a quella: si paga meno se l'anno va peggio, ma se la stima è troppo bassa scattano sanzioni. La scelta va fatta con il commercialista, non a intuito.
C'è anche una soglia minima: l'acconto IRPEF è dovuto solo se l'imposta dichiarata nell'anno in corso supera 51,65 euro (Agenzia delle Entrate, 2026). Sotto quella cifra non si versa nulla a titolo di acconto.
Quanto accantonare se sei in regime forfettario
Nel forfettario il reddito imponibile non dipende dalle tue spese: si ottiene applicando ai compensi incassati il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO. Da quel reddito si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati, e sul risultato si applica l'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni in presenza dei requisiti di nuova attività (Agenzia delle Entrate, 2026).
Esempio con 40.000 euro di compensi e coefficiente 78%:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compensi incassati | 40.000 € |
| Reddito imponibile (78%) | 31.200 € |
| Contributi INPS versati nell'anno | la tua cifra |
| Base imponibile | 31.200 € meno contributi |
| Imposta sostitutiva | 15% o 5% della base |
A questo va aggiunto il contributo previdenziale, che è la voce che sorprende di più: in Gestione Separata l'aliquota 2026 per i liberi professionisti privi di altra tutela obbligatoria è 26,07% (INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026), calcolata sul reddito determinato con il coefficiente. Su 31.200 euro non è una cifra trascurabile.
Quanto accantonare se sei in regime ordinario
Qui il reddito è compensi meno costi deducibili, e si applica l'IRPEF a scaglioni. Per il 2026 le aliquote sono 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro, dopo la riduzione della seconda aliquota disposta dalla legge di bilancio 2026 (Agenzia delle Entrate, 2026; legge n. 199/2025).
Ai fini dell'accantonamento devi però sommare tre cose, non una: IRPEF, addizionale regionale e comunale (che dipendono da dove risiedi e vanno verificate sul sito del tuo Comune e della tua Regione) e i contributi previdenziali.
La regola pratica del foglio
Non esiste una percentuale universale, e chi te la dà a occhio ti sta facendo un favore apparente. Quello che puoi fare è questo:
- Fatti dire dal commercialista la percentuale complessiva stimata sui tuoi incassi, imposte e contributi inclusi.
- Metti quella percentuale in una sola cella del foglio.
- Ogni volta che registri un incasso, il foglio calcola l'importo da spostare su un conto separato.
- A giugno e a novembre il denaro è già lì.
Formula base: MAX(0; reddito imponibile del periodo) × percentuale. Il MAX evita accantonamenti negativi nei periodi in perdita.
Un errore frequente è contare due volte: se la scheda degli incassi ha già sottratto commissioni e costi diretti, non rimetterli nella scheda delle spese generali. Filtra entrambe per data e tieni una sola fonte per ogni numero.
I modelli sheetfolk, detto onestamente
I modelli sheetfolk sono costruiti su base statunitense, e su questa pagina la differenza conta più che altrove. La scheda Tax Set-Aside calcola l'imponibile come incassi meno spese deducibili: è la regola americana, non la tua. In forfettario quel numero non è la base imponibile e va ignorato: la percentuale si applica a compensi per coefficiente, meno i contributi versati, e il calcolo lo fai tu. In regime ordinario la logica è più vicina, perché anche lì si parte da compensi meno costi, ma restano fuori addizionali e contributi.
Quello che i modelli fanno bene è il resto: registrano incassi e spese, la percentuale di accantonamento è una cella che imposti tu, girano in Google Sheets ed Excel e il formato valuta si porta a euro con Formato, Numero, Valuta in Google Sheets, dopo aver caricato il file .xlsx su Drive e scelto Crea una copia.
Handmade Shop Bookkeeping Bundle costa $24 una tantum e collega ordini, magazzino, spese, accantonamento e riepilogo. Per un'attività più semplice, Side Hustle Income Tracker costa $8 e tiene incassi, spese e accantonamento in tre schede.
La routine
Chiudi il mese, controlla gli incassi effettivi, sposta l'accantonamento su un conto separato, e a maggio chiedi al commercialista di ricalcolare la percentuale sui numeri reali dell'anno in corso. TaskDrain può ricordarti il controllo mensile, ma non stabilisce l'obbligo: le date le detta lo scadenzario.
Domande frequenti
Esistono davvero rate trimestrali in Italia? No, non per le imposte sui redditi delle persone fisiche. Le scadenze principali sono giugno e novembre. È possibile rateizzare il saldo e il primo acconto, ma è un'altra cosa e ha regole proprie.
Perché il primo anno pago poco e il secondo tantissimo? Perché nel primo anno versi solo il saldo, mentre dal secondo paghi saldo dell'anno precedente più acconto dell'anno in corso nella stessa data. È il classico scoglio di giugno.
Nel forfettario devo accantonare anche per l'INPS? Sì, ed è spesso la voce più grossa. L'imposta sostitutiva al 15% o al 5% è solo una parte del conto.
Posso usare la percentuale di un collega? No. Dipende dal regime, dal coefficiente del tuo ATECO, dalla gestione previdenziale, dalle addizionali locali e dalla tua situazione familiare.
Conclusione
Due date all'anno sembrano più comode di quattro, finché non arrivano. Il foglio non riduce l'imposta: la spalma su dodici mesi, e questa è l'unica parte del problema su cui hai davvero controllo.
Non è consulenza fiscale: verifica con il tuo commercialista. Aliquote, soglie e scadenze cambiano ogni anno. Conferma i valori in vigore sullo scadenzario di agenziaentrate.gov.it e su inps.it.