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Tasse per fotografi freelance e matrimonialisti in Italia

Forfettario o regime ordinario, coefficiente 78%, INPS, IVA e fattura elettronica: cosa può davvero dedurre un fotografo in Italia.

Corpi macchina, obiettivi, luci, studio, trasferte verso le location: la fotografia è un'attività con molti costi. La domanda che quasi tutti si fanno, però, è sbagliata. Non è "quali spese posso dedurre", è "in quale regime sto", perché in Italia la risposta cambia completamente a seconda del regime fiscale scelto.

Non è consulenza fiscale: verifica con il tuo commercialista.

In sintesi

Nel regime forfettario le spese non si deducono. Il reddito imponibile si ottiene applicando ai compensi incassati un coefficiente di redditività fisso, che per le attività fotografiche è il 78% (Allegato 4 alla legge 190/2014, tabella pubblicata dall'Agenzia delle Entrate). Su quel reddito, dopo aver dedotto i contributi previdenziali obbligatori pagati, si applica l'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni in presenza dei requisiti di nuova attività (Agenzia delle Entrate, 2026).

Nel regime ordinario o semplificato succede il contrario: le spese si deducono analiticamente, l'attrezzatura si ammortizza, ma servono contabilità, IVA e più adempimenti.

Freelance Photographer Tax & Expense Tracker di sheetfolk costa $12 una tantum e tiene il registro di compensi per cliente e spese per categoria. Va usato sapendo cosa non fa: è costruito su base statunitense e la sua scheda Tax Set-Aside calcola l'imponibile come incassi meno spese deducibili meno deduzione chilometrica, che non è la base imponibile italiana. Se sei in forfettario, ignora il valore "Taxable Profit", porta a 0 la cella della tariffa chilometrica e applica la tua percentuale a compensi per coefficiente, meno i contributi versati. In regime ordinario la logica delle spese è più vicina alla tua, ma la riga della deduzione chilometrica va comunque azzerata. Il resto funziona: gira in Google Sheets ed Excel e il formato valuta si porta a euro con Formato, Numero, Valuta in Google Sheets, dopo aver caricato il file .xlsx su Drive e scelto Crea una copia.


Primo bivio: forfettario o regime ordinario

Il forfettario è accessibile a chi nell'anno precedente ha conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 85.000 euro e ha sostenuto spese per lavoro dipendente e collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi (Agenzia delle Entrate, 2026).

C'è anche un limite sui redditi da lavoro dipendente percepiti l'anno prima: 30.000 euro, elevato a 35.000 euro per gli anni 2025 e 2026 (Agenzia delle Entrate, 2026). È il caso classico del fotografo che lavora la settimana e fa matrimoni nel fine settimana.

Se i compensi superano 100.000 euro il regime cessa di applicarsi già dallo stesso anno e da quel momento è dovuta l'IVA.

Il coefficiente di redditività, cioè la "deduzione" del forfettario

Le attività fotografiche rientrano nella divisione ATECO 74. Nell'Allegato 4 alla legge 190/2014 i codici (69-70-71-72-73-74-75) stanno nel gruppo "Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi", con coefficiente di redditività 78%.

Significa che il 22% dei compensi è già considerato costo, per legge, senza guardare le tue ricevute. Un matrimonio da 2.500 euro produce 1.950 euro di reddito imponibile anche se hai speso 900 euro di obiettivo quel mese.

Compensi incassati Coefficiente 78% Reddito imponibile
20.000 € 78% 15.600 €
40.000 € 78% 31.200 €
60.000 € 78% 46.800 €

Da quel reddito si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati nel periodo d'imposta (Agenzia delle Entrate, 2026). È l'unica deduzione analitica ammessa nel forfettario.

Conseguenza pratica: se stai per comprare 15.000 euro di attrezzatura, il forfettario potrebbe non essere il regime più conveniente. È una conversazione da fare con il commercialista prima dell'acquisto, non dopo.

Nel regime ordinario le spese si deducono davvero

Qui il reddito è compensi meno costi inerenti, dichiarato nel quadro RE del modello Redditi PF per gli esercenti arti e professioni, mentre i forfettari compilano il quadro LM (Agenzia delle Entrate, istruzioni Redditi PF 2026).

Alcune regole che contano per un fotografo:

  • Beni strumentali sotto soglia: le spese di acquisto di beni il cui costo unitario non supera 516,40 euro si deducono per intero nell'anno in cui sono sostenute, invece di essere ammortizzate (art. 54-quinquies TUIR). Attenzione a non confonderla con la soglia di 516,46 euro dell'art. 102 comma 5 TUIR, che riguarda le imprese.
  • Ammortamento: sopra quella soglia il costo si ripartisce con i coefficienti ministeriali. Un corpo macchina costoso o un set di luci entra in ammortamento.
  • Uso promiscuo: i beni mobili usati sia per la professione sia per uso personale o familiare sono ammortizzabili o deducibili nella misura del 50% (art. 54-quinquies TUIR). Il portatile che usi anche a casa rientra qui.
  • Auto: vedi il paragrafo dedicato più avanti.

INPS: gestione separata o artigiani

Per un fotografo le strade sono due, e non ce n'è una automatica. Chi esercita come libero professionista senza cassa di categoria si iscrive alla Gestione Separata INPS; chi esercita in forma d'impresa, il caso tipico di uno studio strutturato, rientra invece nella gestione artigiani o commercianti. La differenza economica è grossa, quindi non lasciarla decidere al caso.

In Gestione Separata si paga solo in percentuale su quanto guadagni. Per il 2026 l'aliquota per i liberi professionisti privi di altra tutela previdenziale obbligatoria è 26,07%, mentre chi è già coperto da un'altra gestione o è pensionato paga 24%; il minimale è 18.808 euro e il massimale 122.295 euro (INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026).

Come artigiano o commerciante c'è invece un pavimento fisso che paghi anche se fatturi poco. Per il 2026 il contributo fisso annuo sul minimale è 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti; sul reddito eccedente il minimale si applica il 24% per gli artigiani e il 24,48% per i commercianti, e oltre la seconda fascia di reddito, fissata a 56.224 euro per il 2026, le aliquote salgono di un punto, al 25% e al 25,48% (INPS, circolare n. 14 del 9 febbraio 2026).

I forfettari iscritti alla gestione artigiani o commercianti possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi, e le regole di domanda sono tre, non una (INPS, circolare n. 14 del 9 febbraio 2026). Chi ne beneficiava già nel 2025 e continua ad avere i requisiti prosegue in automatico, senza fare nulla. Chi ha avviato l'attività nel 2025 e la vuole per il 2026 doveva presentare domanda entro il 28 febbraio 2026, termine perentorio. Chi apre una nuova attività nel 2026 non ha quella scadenza e deve presentare domanda appena ricevuta l'iscrizione. Prima di sceglierla, fai il conto: lo sconto riduce anche i contributi accreditati ai fini pensionistici.

IVA e fattura elettronica

L'aliquota IVA ordinaria in Italia è del 22% (Agenzia delle Entrate, 2026). I forfettari non addebitano l'IVA in rivalsa e non detraggono l'IVA sugli acquisti: l'obiettivo comprato in regime forfettario ti costa IVA inclusa, punto.

La fattura elettronica via Sistema di Interscambio è obbligatoria per tutti i forfettari, senza più alcuna soglia di ricavi. L'art. 18 del DL 36/2022 la ha resa applicabile dal 1° luglio 2022 a chi nell'anno precedente aveva superato 25.000 euro di ricavi o compensi, e dal 1° gennaio 2024 ai restanti soggetti. Se hai una partita IVA in forfettario, oggi rientri comunque nell'obbligo: non esiste un'esenzione per i piccoli.

Cosa registrare comunque, in ogni regime

Anche nel forfettario, dove le spese non abbattono l'imponibile, sapere quanto costa davvero un matrimonio è ciò che ti dice se il prezzo regge. Registra almeno:

Voce Perché serve anche nel forfettario
Compensi per cliente e servizio Acconto e saldo arrivano in momenti diversi
Attrezzatura Decide se il forfettario ti conviene ancora
Software e cloud Costo ricorrente che erode il margine
Studio e trasferte Costo reale per servizio
Contributi INPS versati Unica deduzione ammessa nel forfettario
Imposta sostitutiva accantonata Evita la sorpresa di giugno

La guida alle formule Google Sheets copre SUMIFS e totali per categoria. Per il calendario dei versamenti, vedi la guida ad acconti e saldo, e per un foglio già impostato sulle categorie italiane il foglio spese per fotografi.

Domande frequenti

Nel forfettario posso dedurre la fotocamera? No. Il coefficiente di redditività sostituisce la deduzione analitica dei costi. L'unica deduzione ammessa dal reddito forfettario sono i contributi previdenziali obbligatori versati.

Il coefficiente per i fotografi è sempre 78%? È il coefficiente del gruppo che comprende la divisione ATECO 74. Se svolgi anche attività con codici diversi, il coefficiente applicabile può cambiare: fai verificare il tuo codice.

Conviene di più il forfettario o l'ordinario? Dipende da quanto spendi davvero. Con costi bassi il forfettario di solito vince; con attrezzatura, studio e collaboratori il calcolo si ribalta. È un confronto numerico da fare ogni anno.

Devo aprire la partita IVA per due matrimoni all'anno? La soglia non è un numero di servizi ma l'abitualità dell'attività. Con incarichi davvero occasionali esistono regole diverse: chiedi prima, perché sanare dopo costa di più.

Conclusione

In Italia la voce che pesa di più non è la singola spesa, è la scelta del regime. Fai il confronto con dati reali invece che a memoria, e tieni il registro aggiornato durante l'anno.

Freelance Photographer Tax & Expense Tracker di sheetfolk costa $12 una tantum. SpendCull può aiutarti a tenere sotto controllo gli abbonamenti software ricorrenti.


Non è consulenza fiscale: verifica con il tuo commercialista. Aliquote, coefficienti, minimali e soglie cambiano ogni anno. Conferma i valori in vigore su agenziaentrate.gov.it e inps.it.


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